

Faccio l’imprenditore agricolo.
Non l’ho mai vissuta come una contraddizione.
Eppure, ogni volta che lo dico, qualcuno si sorprende:
sono laureato in Giurisprudenza, abilitato alla professione forense ma faccio l’imprenditore agricolo.
La verità è che la mia vita ha sempre seguito una direzione precisa, anche quando sembrava andare controcorrente.
Avevo 18 anni e una scelta da fare.
A 18 anni non sai davvero cosa sarà il tuo futuro, ma sai benissimo cosa non vuoi perdere.
Io non volevo perdere il legame con questa terra.
Intorno a me, molti partivano.
Io restavo.
Restavo anche quando non sapevo ancora come sarebbe andata a finire.
Studiare, senza mai andare via davvero
Ho scelto di studiare Giurisprudenza a Bologna, ma quasi ogni fine settimana tornavo giù. Passavo le notti in treno o in pullman.
Mi piaceva l’idea di capire le regole, i diritti, le responsabilità.
Mi ha formato la testa, mi ha insegnato il peso delle decisioni.
Ma anche mentre studiavo, non me ne sono mai andato davvero.
Ogni ritorno a casa aveva lo stesso effetto:
mi ricordava chi ero.
La terra non ti promette niente
La terra non fa promesse.
Non ti garantisce risultati, né scorciatoie.
Ti chiede tempo, attenzione, rispetto.
E spesso ti mette alla prova quando meno te lo aspetti, come ad esempio come la tragedia della xylella che ha colpito tutto
il nostro territorio in maniera drammatica.
Forse è per questo che non l’ho mai vissuta come un’alternativa a qualcos’altro.
Era semplicemente la mia strada.
Perché non sono rimasto al Nord?
Non è stata una scelta eroica.
È stata una scelta onesta.
Non volevo costruire una vita lontano da ciò che sentivo mio.
Non volevo rincorrere un’idea di successo che non mi apparteneva.
Ho preferito restare, anche quando era più difficile spiegare il perché.
Fare impresa agricola vuol dire ESPORSI
Fare l’imprenditore agricolo significa metterci la faccia. Ogni giorno.
Ogni risultato ha un valore reale.Non c’è nulla di astratto in quello che faccio.
Brunitta è una parte di me
Brunitta non è solo un’azienda.
È il modo in cui ho scelto di restare fedele a me stesso.
Coltivare grano, trasformarlo in pasta, seguire ogni fase non è solo lavoro.
È identità.
È responsabilità.
È continuità.
Oggi ho 34 anni
Come sempre accade quando si guarda al passato non rifarei tutto allo stesso modo, ma so che rifarei esattamente la stessa scelta.
Studiare mi ha dato strumenti.
La terra mi ha dato senso.
E oggi so che la mia realizzazione non sta nel titolo che ho, ma in ciò che costruisco, giorno dopo giorno.
Sono laureato in Giurisprudenza, abilitato alla professione forense ma prima di tutto sono un imprenditore agricolo.
Non perché non avessi alternative, ma perché ho scelto di restare dove sentivo di appartenere.
Ed è una scelta che continuo a fare, ogni mattina.
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