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Siamo una fabbrica a cielo aperto. Ma pochi sanno cosa significa davvero.

Siamo una fabbrica a cielo aperto. Ma pochi sanno cosa significa davvero. — Blog Brunitta

Siamo una fabbrica a cielo aperto. Ma pochi sanno cosa significa davvero.

Fare l'imprenditore agricolo significa investire, programmare e assumersi dei rischi. Con una differenza: non possiamo controllare tutto. La nostra fabbrica non ha un tetto.

C'è un'espressione che utilizzo spesso per descrivere il mio lavoro: Noi siamo una fabbrica a cielo aperto.

Abbiamo macchinari, investimenti, fornitori, costi e responsabilità. Come qualsiasi altra impresa.

Ma non possiamo decidere quando deve piovere, fermare una grandinata o impedire che una stagione difficile comprometta mesi di lavoro.

In agricoltura iniziamo a investire molto prima di sapere se riusciremo a raccogliere.

E questa è una realtà che spesso chi acquista i nostri prodotti non conosce.

Il valore del nostro lavoro non è soltanto un prezzo.

Negli ultimi anni sono aumentati il gasolio, l'energia, i fertilizzanti e il costo dei macchinari.

Ma troppo spesso il prezzo riconosciuto agli agricoltori non cresce allo stesso modo.

Come può un'impresa continuare a investire se il valore di ciò che produce non viene adeguatamente riconosciuto?

Credo però che anche noi agricoltori dobbiamo fare la nostra parte.

Dobbiamo diventare più strutturati, collaborare, innovare e soprattutto imparare a raccontare ciò che facciamo.

Perché dietro una confezione di pasta non c'è soltanto del grano.

Ci sono mesi di lavoro, investimenti, sacrifici e persone.

Brunitta nasce anche da questa consapevolezza.

Quando ho scelto di costruire Brunitta, non volevo limitarmi a coltivare il grano e venderlo al momento della raccolta.

Volevo dare maggiore valore al nostro lavoro, trasformando il grano Senatore Cappelli coltivato nei nostri campi in una pasta capace di raccontare la nostra terra.

Non è la strada più semplice.

Ma è quella in cui credo.

Perché il futuro dell'agricoltura passa anche dalla capacità di valorizzare ciò che produciamo, senza perdere il legame con le nostre origini.

L'agricoltura è il futuro.

Non possiamo pensare di affrontare le sfide di domani continuando a fare tutto come ieri.

Servono imprese agricole più organizzate, innovazione, collaborazione e condizioni di mercato più giuste.

Ma serve soprattutto tornare a credere nel valore di questo lavoro.

Perché quando un campo smette di essere coltivato, non perdiamo soltanto una produzione.

Perdiamo opportunità, lavoro e una parte della nostra identità.

Siamo una fabbrica a cielo aperto. Non possiamo controllare il cielo, ma possiamo scegliere come costruire il nostro futuro.

Ed è quello che, ogni giorno, cerco di fare con Brunitta.

Perché l'agricoltura non è il passato. L'agricoltura è il futuro.

Brunitta – Colture senza tempo.

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